La Nebulosa del Granchio, un'incredibile nube di materiali, energia e luce che ha iniziato ad abbellire la Creazione e ad essere la fabbrica di nuove stelle, nuovi mondi e forse nuove vite.lunedì 4 luglio 2016
Ci sono più cose in cielo che in terra
La Nebulosa del Granchio, un'incredibile nube di materiali, energia e luce che ha iniziato ad abbellire la Creazione e ad essere la fabbrica di nuove stelle, nuovi mondi e forse nuove vite.domenica 3 luglio 2016
Solo un augurio di buon compleanno!
sabato 2 luglio 2016
Palamede l'uomo che costruì l'uomo
venerdì 1 luglio 2016
Il mese della nascita delle ere
Luglio è il mese di Julius Caesar. Quando il fondatore dell'Impero completò la sua opera con la propria dipartita il suo fido Marco Antonio ottenne che i Romani chiamassero il quinto mese del loro anno luglio. Questo è il mese dedicato alle grandi imprese e infatti il mese di luglio ha visto i natali degli USA, della corsa allo spazio, gli orrori della Rivoluzione in Francia e altre grandi storie che ti racconterò Lettor. venerdì 10 giugno 2016
E l'acqua uccise l'Imperatore
Giugno
Giugno è il mese del Sole, il cui nome deriva da Giunone, dea del parto e del matrimonio, figlia di Saturno e sposa di Giove, re degli dei.giovedì 2 giugno 2016
La Repubblica.... chi l'ha deciso?
"In questa agitata atmosfera, il consiglio dei ministri, la notte dal 12 al 13 giugno 1946, su proposta di Pietro Nenni, elaborata con l'ausilio dei colleghi Bracci e Molè " , stabilisce illegalmente, senza attendere la pronuncia definitiva della Cassazione, che i poteri del Re erano ormai passati al presidente del consiglio Alcide De Gasperi, quale capo provvisorio dello Stato.
Tutte queste poco edificanti vicende sono raccontate più o meno ampiamente nelle varie fonti già da noi più volte citate .
Il quotidiano Die Tat di Zurigo, scrisse in proposito:
Quale che sia la situazione giuridica, la intempestiva proclamazione della repubblica da parte del governo, che non ha voluto pazientare fino alla seduta conclusiva della Suprema Corte di Cassazione", fa apparire " ... quasi che il governo avesse una cattiva coscienza di fronte ai reclami monarchici e perciò abbia voluto prevenire la decisione della Corte Suprema. Ma anche se questa ipotesi non rispondesse al vero, il governo avrebbe dovuto per lo meno farsi guidare dal principio: evitare anche l'apparenza del male" .
Il Times commentò: " Il Governo italiano si è cacciato con le sue mani in una, situazione imbarazzante. Esso deve essere biasimato per l'affrettata proclamazione ".
I vari autori italiani che si sono interessati di quegli eventi, li stigmatizzano. Citiamo per tutti quanto ha scritto in proposito Luigi Barzini jr., poi deputato al parlamento: " I ministri nella notte tra il 12 e 13 giugno precipitarono le cose. Nominarono Da Gasperi capo provvisorio dello stato e dichiararono decaduto Umberto. Non attesero il regolare passaggio dei poteri che avrebbe fatto della repubblica italiana, la sola, nella storia, creata legalmente per decreto reale. La decisione permise ad Umberto di partire senza abdicare, di pubblicare un proclama di protesta e di conservare il titolo di Re. Che qualcosa di irregolare fosse accaduto quella notte è forse confermato da poche righe, quasi invisibili, pubblicate più tardi dalla Gazzetta Ufficiale. Nel decreto con cui si passano i poteri a De Nicola, si affermava che De Gasperi li deteneva dal 18 giugno 1946, dal giorno cioè della seconda e definitiva seduta, dal giorno che Umberlo credeva fosse suo dovere aspettare, e non dal 13 giugno.
Il colpo di stato del governo è riconosciuto quindi implicitamente dalla stessa Gazzetta Ufficiale della repubblica.
Il Re Umberto II, al " gesto rivoluzionarlo del governo " rispose lasciando l'Italia, per amor di Patria, e indirizzando"A tutti coloro che ancora conservano fedeltà alla Monarchia, a tutti coloro il cui animo si ribella all'ingiustizia, io ricorda il mio esempio, e rivolgo l'esortazione a voler evitare l'acuirsi di dissensi che minaccerebbero l'unità del Paese, frutto della fede e del sacrificio dei nostri padri, e potrebbero rendere più gravi le condizioni del trattato di pace.
Con l'animo colmo di dolore, ma con la serena coscienza di aver compiuto ogni sforzo per adempiere al miei doveri, io lascio la mia terra. Si considerino sciolti dal giuramento di fedeltà al Re, non da quello verso la Patria, coloro che lo hanno prestato e che vi hanno tenuto fede attraverso tante durissime prove. Rivolgo il pensiero a quanti sono caduti nel nome d'Italia e il mio saluto a tutti gli Italiani. Qualunque sorte attenda il nostro Paese, esso potrà sempre contare su di me come sul più devoto dei suoi figli.
" Viva l'Italia
Umberto II di Savoia, Re d'Italia

