lunedì 11 luglio 2016

I figli di Apopi

Lettor come tu sai la mitologia ci ha dato esempi di terribili mostri basati su delle creature misteriose, veloci, astute e letali spesso identificare come il nostro maggior nemico: i serpenti.
La razza dei draghi comprendeva una specie molto particolare, la Grande Biscia, una creatura simile ad un serpente gigantesco con la testa di un drago. Le mitologie ci parlano di molte bestie simili, tra cui l'Idra di Lerna o suo fratello il drago Ladone, descritto come un serpente dalle cento teste. Un mito molto speciale è quello di Apopi, il grande serpente della notte il cui solo nome faceva tremare di terrore il popolo egizio.
Apopi era il nemico di Ra, il dio del Sole e ogni notte, mentre la sua barca solcava il mondo dei morti, il serpente attaccava. La lotta tra Ra e Apopi era sempre dura e si ripeteva ogni notte poiché il serpente voleva impedire il sorgere del Sole e ad ogni eclissi solare gli Egizi erano sicuri che Apopi avesse ingoiato la barca di Ra.
Lettor se gli Egizi avessero potuto visitare la Colombia del Paleocene, 60 milioni di anni fa, sarebbero scappati urlando gridando di aver trovato la patria del serpente della notte. In quella terra, in quel periodo, viveva infatti il Titanoboa, il serpente più grande e terribile che sia mai stato vissuto fino ad oggi.
Lungo tra i tredici e i quindici metri questa creatura dominò il suo habitat immediatamente dopo l'estinzione dei dinosauri, si nutriva di coccodrilli e affrontava la tartaruga gigante Carbonemys e altri rettili giganti che comparvero nel mondo in quel periodo, quasi fosse un tentativo del mondo di riportare indietro i titani appena scomparsi. Con i cambiamenti climatici che seguirono il Paleocene l'impero del Titanoboa finì presto, quando fu troppo grande e pesante per cacciare e nutrirsi di prede piccole e veloci. 
Fu un impero misterioso e potente quello del Titanoboa e i suoi discendenti hanno tramandato la sua memoria e il suo terrore, benché questa creatura sia stata scoperta solo nel 2009, sembra che tante culture abbiano saputo della sua esistenza molto tempo prima. Ma non temere Lettor, come dicevano sempre nell'Antico Egitto, Ra trionfa sempre sul grande serpente Apopi.

domenica 10 luglio 2016

Il re dei leoni

Lettor oggi ti parlo di un mostro che ha acceso il nostro immaginario e la nostra fantasia per lungo tempo.
Una leggenda narra che la prima delle dodici fatiche di Ercole fu l'uccisione del Leone di Nemea, un mostro figlio di Tifone e di Echidna e quindi fratello di Cerbero, dell'Idra di Lerna e di molti altri mostri che l'eroe avrebbe incontrato. Il leone aveva una pelle più dura di un'armatura, tanto che le frecce di Ercole non lo scalfirono nemmeno e la grande clava in legno d'ulivo dell'eroe si spezzò sul suo muso. Ercole perse l'indice sinistro durante la lotta ed ebbe bisogno di tre giorni di sonno per riprendersi. Ebbene Lettor, è esistita una razza di felini che rendeva onore al Leone Nemeo.
Le tigri dai denti a sciabola, Lettor, sono stati una razza molto diffusa e temuta. Il più grande e potente esempio di questa razza fu lo smilodonte, lungo fino a due metri, alto 1,45 m al garrese e pesante fino a 400 kg. 
Lo smilodonte era diffuso in tutto il continente americano, quando il Sud America si unificò con il nord questi felini la invasero e, fino a 10.000 anni fa, dominarono tutto quel territorio.
Il suo stile di vita era simile a quello dei leoni: viveva in gruppi familiari e i maschi difendevano il territorio. Tutto il gruppo condivideva le prede nutrendosi secondo la gerarchia del branco. La forza delle sue zanne può essere un adattamento realizzato appositamente per spezzare la carotide delle sue prede, come il grande e pesante toxodon.
Lo smilodonte non era un felino veloce, ma era forte e contava su prede altrettanto pesanti e lente o perlomeno catturabili con un buon agguato. Quando i toxodon si estinsero e le prede diventarono più veloci e inafferrabili anche il felino più grande e potente mai esistito cessò di esistere. Avvenne 10.000 anni fa Lettor, per il nostro mondo un nulla.




sabato 9 luglio 2016

L'incubo che domina l'Abisso

Lettor oggi ti parlo di un mostro ben conosciuto tra le nostre leggende e fantasie. Un tempo i marinai europei viaggiavano nel terrore di un predatore spaventoso che dominava i mari settentrionali e l'Atlantico. Questo essere veniva definito Kraken, un cefalopode gigantesco, tanto da poter abbracciare il mondo con i suoi tentacoli.
C'è da dire che secondo alcune fonti il Kraken non era aggressivo nei confronti dell'Uomo, ma solo talmente grande e forte che, quando si muoveva, inevitabilmente travolgeva le navi nelle vicinanze.
Lettor, questa creatura ha dei simili, alcuni nemmeno troppo lontani.
In ordine cronologico parliamo prima di tutto del Camoceras, un mollusco dell'Ordoviciano le cui conchiglie fossili dimostrano una lunghezza fino a nove metri,
un vero e proprio super predatore del suo tempo.
Anche ai giorni nostri esistono creature capaci di suscitare il terrore o di affascinare il nostro immaginario, un esempio concreto di bestia tentacolata gigantesca è l'Architeuthis, il calamaro gigante.
  
Questo gigante, rimasto molto misterioso e poco conosciuto, ha dimostrato di poter raggiungere i dieci metri di lunghezza e di essere molto potente, un predatore, secondo alcuni però sarebbe anche il pasto preferito dei capodogli con i quali combatte delle feroci battaglie. Sembra però che esista un'altra specie di questa razza: il calamaro colossale.
Mesonychoteuthis hamiltoni, non sempre più lungo del calamaro gigante ma più grosso e più pesante. Sembra vivere nei dintorni dell'Antartide, ma non si sa quasi nulla di questa creatura e del suo modo di vivere.
Sono tra le creature più antiche e sofisticate del nostro mondo Lettor, eppure sappiamo così poco di loro Lettor tanto da averne il terrore.


 

venerdì 8 luglio 2016

Il mastino dei mari

Lettor, in questa settimana dei mostri davvero esistiti non poteva mancare il mostro marino per eccellenza: il drago marino. Gli antichi greci lo chiamavano Κητώ, il Kitò, ovvero il Ceto. Nettuno ne aveva a disposizione un intero esercito.
Uno di questi esseri fu mandato a divorare la principessa Andromeda e fu ucciso da Perseo di ritorno dalla lotta a Medusa. Il Ceto fu poi messo da Nettuno a formare una nuova costellazione.
La mitologia descrive, con questa terribile razza, una certa forma di vita che terrorizzò e rese infernali i mari preistorici. Queste creature erano, per esempio, i plesiosauridi, una razza a cui apparteneva anche  il terribile liopleurodonte.
Una creatura fantastica, centocinquanta tonnellate di peso, sette metri circa, un muso appuntito di circa un metro e mezzo, ne esistevano tre specie principali, il Liopleurodon ferox era il più grande rettile predatore del suo tempo, molto aggressivo e territoriale, pattugliava i mari di Russia, Inghilterra, Nord America, Germania e forse Cile.
Un altro essere che mise gli squali ben al di sotto del vertice della catena alimentare. Questa creatura visse nel tardo Giurassico, ma nel periodo Cretaceo, mentre il Tirannosauro dominava la terra in Nord America e in Mongolia, il mare era governato da un altro genere di mostri, rettili marini dalla potenza ineguagliabile: il mosasauro ne era l'esempio più notevole.
Il mosasauro corrisponde perfettamente alla descrizione dei mostri al servizio del dio Nettuno: un rettile marino predatore, potente, serpentino e veloce, spesso agiva in branco, si muoveva vicino alla superficie, come suggeriscono i suoi sensi di vista e olfatto relativamente poco sviluppati. Il mosasauro ha dato nome a tutto il suo genere, i suoi resti fossili sono stati trovati anche in Italia, rendendolo il più grande dinosauro mai esistito nel nostro Paese, almeno per quello che ne sappiamo ora.
Con i suoi diciotto metri questo gigante sarebbe stato degno di servire il dio del mare, ma non penso che Perseo sarebbe stato capace di abbatterlo.





giovedì 7 luglio 2016

I figli di Tiamat

Lettor oggi ti parlo delle prime creature che abbiano mai camminato fuori dall'acqua, accadde mezzo miliardo di anni fa, creature da incubo che governarono il mare e la terra combattendo una guerra persa contro i primi antenati dei primi vertebrati.
Sai Lettor, secondo il mito babilonese, la grande madre Tiamat, la dragonessa madre del mondo decise che gli dei della seconda generazione non erano degni di governare sulla prima generazione dei suoi figli, e come Gea, Tiamat partorì dei mostri per combattere i suoi nipoti, tra essi spiccavano i girtablullû, gli uomini scorpione giganteschi e fortissimi.
Anche in questo caso la mitologia ci ha preso Lettor: cinquecento milioni di anni fa il mondo, durante l'era del Siluriano, ancora esisteva poco o niente verde nel mondo fuori dal mare e creature straordinarie combattevano una grande guerra per la sopravvivenza. Tra questi animali quelli più rilevanti sono gli scorpioni marini che vivevano negli abissi e cacciavano dei pesci che cominciavano ad assomigliare ai più antichi antenati dei nostri antenati più antichi.
Degno di nota è il brontoscorpio, uno scorpione marino identico a quelli moderni, anche se lungo più di un metro. Il brontoscorpio era uno dei principali predatori del suo periodo, era sprovvisto di veleno, poiché era abbastanza grande e forte da uccidere le sue prede con la forza bruta.
Osserva e ringrazia che non esistono più questi esseri Lettor:
Ovviamente il brontoscorpio aveva dei simili, molti dei quali erano i suoi predatori. 
Interessante però il fatto che il brontoscorpio fu uno dei primi esseri viventi a camminare fuori dal mare e a respirare fuori dall'acqua, forse respirando attraverso lo stomaco. Questo era molto più difficile per altri membri di questa razza, come lo pterygotus, che nell'immagine qui sopra riportata cattura un brontoscorpio. Esistevano diverse varietà di queste creature che furono la base di tantissime nuove discendenze ed evoluzioni. Tuttavia queste creature non furono i predecessori del nostro essere, poiché persero la loro guerra contro i vertebrati, all'epoca piccoli pesci, che avrebbero camminato per il mondo solo un po' più tardi, e così gli artropodi figli di Tiamat persero la guerra.
Tu che dici Lettor? Ci è andata bene?




mercoledì 6 luglio 2016

Il cinghiale diavolo

Devi sapere Lettor che, se non fosse per l'Uomo, il maiale sarebbe estinto oggi. Tuttavia questa creatura così debole e dipendente dall'Umanità prima di riconquistare la capacità di vivere allo stato brado ha avuto un percorso evolutivo che passò per un vero mostro il cui incubo tromentò gli incubi dell'Umanità antica.
Devi sapere Lettor che la quarta delle dodici fatiche di Ercole fu la cattura di un mostro dalla forza terribile: nei dintorni del monte Erimanto si aggirava un cinghiale enorme, fortissimo e antropofago, scatenato dalla dea Diana offesa per il comportamento degli abitanti della regione che avevano tralasciato il suo culto.
La lotta fu terribile, ma l'eroe riuscì a prendere la bestia e a metterla sulle spalle. Una volta arrivato a Micene il figlio di Giove si mise a cercare furibondo il re pusillanime che non lo voleva accogliere di persona.
Ercole trovò re Euristeo nascosto in un vaso di bronzo che lo supplicava di uccidere il grande cinghiale di cui aveva il terrore. 
Nell'antica Cina il grande eroe Yii uccise diversi mostri nati dai dieci Soli che avevano bruciato la Terra, l'ultimo di essi fu un maiale gigante che uccideva e divorava gli uomini.
Queste sono leggende, ma Lettor, un tale mostro è esistito davvero: nell'Oligocene, circa 33 milioni di anni fa, visse un antenato dei moderni suini, un super predatore chiamato Entelodonte.
In effetti l'Entelodonte corrisponde alla descrizione di queste creature mitologiche: un essere suiforme, grande come un rinoceronte e molto feroce. 
Questa bestia era molto feroce, i resti fossili indicano che era avvezzo agli scontri anche con i suoi simili che, specialmente nella stagione degli amori, dovevano essere molto violenti.
Ovviamente esistevano diverse specie di questa antica razza.
 Ora capisci perché Dante considerava un bene l'estinzione dei Giganti? Lettor, chi mai vorrebbe incontrare un simile mostro?






martedì 5 luglio 2016

Il Leviatano

Lettor per i prossimi giorni ti parlerò di mostri realmente esistiti, giusto per farti vedere quanto incredibile possa essere la natura, anche più della fantasia.
La Bibbia ci parla di un mostro marino tanto terribile che la sua sola idea può fra tremare il mondo di terrore, esso è il Leviatano, dal ventre largo e il fiato di fuoco. Nel miocene, circa due milioni di anni fa, i mari hanno assistito al regno di una creatura che corrispondeva alla descrizione: il Leviathan Mellivei, il Leviatano di Mellville, chiamato così in onore del mostro  e di Hermann Mellville, autore del romanzo Moby Dick.
Questo capodoglio preistorico era dotato di denti lunghi circa 36 centimetri, misurava tra i 13 e i 18 metri ed era un vero e proprio super predatore.
Il suo nutrimento erano le balene franche, gli squali e qualsiasi creatura potesse entrare in contatto con il mare.
Sembra che il suo metodo di caccia fosse molto simile a quello delle moderne orche, con morsi e attacchi molto feroci, eppure, benché fosse al vertice della sua catena alimentare, avrebbe avuto un nemico, un super predatore altrettanto potente e pari per dimensioni e potenza: il Megalodonte, il più grande degli squali conosciuti.
Sappi Lettor che questo mostro è esistito davvero e ha reso il mare antico un vero incubo, anche se meno di noi credo.
Osserva il grande mare con rispetto Lettor, anche adesso che stiamo per scoprire i segreti del grande pianeta Giove, raggiunto proprio oggi da un nostro sofisticato emissario.