L'opera è suddivisa in quattro scene principali: la Luce, le Tenebre, l'Amore e la Morte, circondate da teleri in cui vengono rappresentate la Grazia e l'Arte sostenute da Juventus, l'energia virile.
Il ciclo parte dalla nascita e dalle forze ostili che la insidiano e si conclude con la morte a cui si oppone un alter ego del artista che colloquia con la Sfinge.
A presidiare i due estremi della storia dell'Umanità ci sono le Tenebre da cui viene e in cui va la vita è viene illustrato anche il conflitto tra Eros e Himeros, l'Amore e il Desiderio irrefrenabile.
Sartorio, con l'approvazione di D'Annunzio, fonde con il fuoco della sua arte gli elementi della mitologia dei popoli mediterranei con le idee del filosofo Nietzsche e del suo concetto di eterno ritorno, con le Tenebre e la Morte che seguono un movimento rotatorio.
240 metri quadri di dipinto in soli nove mesi, quattordici scene realizzate in occasione della Biennale di Venezia del 1907, rimaste esposte fino al 1909, nell'inaugurazione successiva.

Dimmi Lettor, tu cosa vedi in questo ciclo?
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