
La battaglia fu molto dura ed entrambi gli schieramenti avevano vantaggi e svantaggi su cui giocare: le forze dei Cesariani erano molto motivate anche se in una posizione strategicamente sfavorevole, mentre i Cesaricidi, controllando il porto di Filippi, potevano contare su una buona posizione strategica e un flusso continuo di rifornimenti, ma i loro soldati mal sopportavano i comandanti e combattevano solo per la paga.
Per venti giorni avvenne l'abominio della guerra civile: Romani contro Romani, un popolo contro il proprio popolo. Ottaviano non era un abile stratega militare, almeno non quanto in politica, inoltre sembra che in quel periodo il futuro Imperatore fosse anche malato. Di conseguenza fu l'esperto Marco Antonio a sconfiggere il nemico e a porre fine alla guerra civile che diede inizio all'ascesa dell'Impero. Alla fine della battaglia, quando ormai tutto era perduto, Bruto si suicidò con lo stesso pugnale con cui aveva colpito Cesare.
Un altro 23 ottobre importante è quello del 1520 in cui, ad Aquisgrana, Carlo I re di Spagna e Arciduca d'Austria riceveva un'incoronazione a Sacro Romano Imperatore ad Aquisgrana.


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